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  • Paola Bernasconi

Cosa racconta la PArOLA: assuefare

Assuefare v. tr. [dal lat. assuefacĕre, comp. del tema di assuescĕre «avvezzare» e facĕre «fare»] (io assuefàccio, tu assuefài, lui/lei assuefà, ecc.; coniug. come fare). – Abituare, far prendere l’abitudine: a. i figli alla vita sportiva; a. la vista alla luce intensa; a. la mente alla meditazione. Come rifl. o intr. pron., fare l’abitudine: mi assuefeci presto a quel clima; s’è assuefatto alle privazioni; con uso più specifico, acquistare assuefazione: assuefarsi a un farmaco, a una droga, agli alcolici. (https://www.treccani.it/vocabolario/assuefare/)

Quando ho dovuto scegliere la prima parola del Che Si Dice della Pesce non ho avuto dubbi: assuefare.


Perché quella è stata la prima parola che ho cercato sul dizionario

Avevo imparato a leggere e sulla scrivania c’era una rubrica telefonica nuova di zecca; quella rubrica aveva cambiato veste e serviva per annotare le parole che non avevo mai sentito, un’idea del mio maestro delle elementari. Ed ecco assuefare e la gioia, sfogliando quel vocabolario, di aver capito quanto fosse facile appagare qualunque curiosità di significato.

Cosa racconta la PArOLA assuefare
Cosa racconta la PArOLA assuefare

Perché assuefare è un verbo che esprime il 2020 che abbiamo appena salutato

Le mascherine; gli abbracci mancati; le cene perse seduti in grandi tavolate; le uscite serali; la mancanza di concerti, cinema e teatro; i baci non dati. A questo ci siamo assuefatti.

E a tanto altro dobbiamo ancora abituarci: a una vita nuova da scrivere; a un futuro come sempre incerto ma ora un po’ di più; a un nuovo modo di lavorare, gioire, festeggiare, soffrire; a una nuova libertà che è scelta e non mancanza di regole.

Ci siamo assuefatti perché non potevamo fare altro. Con difficoltà, spirito zen, rabbia, dolore, calma, irrequietezza e vivendo tutto lo spettro di emozioni che difficilmente dimenticheremo.


Perché assuefare contiene in sé il fare

E la voglia di fare, nel 2020 appena salutato, a volte è mancata; perché in un contesto di privazioni, ci si abitua facile all’inerzia. Ma per fortuna le parole salvano, e quel fare in assuefare bussa e chiama e incita. E allora ci si reinventa: un po’ come il nuovo Che Si Dice della Pesce; un po’ come un’esistenza intera che è fatta più di mondo che di io.


Colonna sonora: Parole, parole, parole (Mina)


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