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  • Paola Bernasconi

I bambini e le favole: perché le parole sono importanti

Aggiornato il: mag 22

La mia favola della buonanotte preferita era Pinocchio. Dovevano raccontarmela ogni sera. Poi c’era mio nonno. Lui le inventava tutte per me ogni domenica. Ma perché la Pesce Comunica parla di favole per bambini? Perché con le parole noi ci lavoriamo; perché le parole sono importanti e, se non ce se ne preoccupa sin dalla tenera età, il danno a lungo termine potrebbe essere molto più preoccupante in età adulta.

Ne parliamo perché siamo rimasti sorpresi dalla notizia secondo la quale un genitore su quattro chiede ad Amazon Alexa di raccontare una favola ai propri figli al posto suo.

Punto primo: cos’è Amazon Alexa? Uno strumento che, grazie a comandi vocali, interagisce con gli umani gestendo riproduzione di musica o, in generale, fornendo varie informazioni attraverso il controllo dei dispositivi presenti in casa. Un assistente utile che però, secondo il sondaggio del Charity Book su 1000 genitori con prole sotto i dieci anni, avrebbe preso il loro posto nella lettura delle favole della buonanotte per un buon 26%.


Mancanza di tempo, lavoro, stress: queste le motivazioni che un terzo dei genitori intervistati ha dato per giustificare l’impossibilità di dedicarsi a questa lettura. Molti leggono da apparecchiature tecnologiche ma la maggior parte ancora da cartaceo. In ogni caso, fatelo voi senza delegare Alexa.

Perché leggere una favola della buonanotte ai propri bambini è un momento di intimità e condivisione che non può essere sostituito. È un rituale relazionale che dice all’altro mi sto occupando di te e che implica un contatto fisico e psicologico prezioso da non sottovalutare.


La Pesce Comunica consiglia alcuni libri per bambini

E se le motivazioni emozionali non vi convincono, la Pesce Comunica ve ne suggerisce un’altra cognitiva. Un gruppo di ricerca dell’Ohio State University ha effettuato uno studio in USA partendo dalla premessa che molti genitori dichiarano di non leggere mai o quasi mai favole ai propri bambini. Da questa ricerca è stata coniata l’espressione million word gap che indica il divario tra coloro che arrivano alle scuole elementari avendo ascoltato quasi 1,5 milioni di vocaboli contro quelli che entrano in classe senza essere stati abituati ai racconti dei propri genitori.

Questa la stima:

  • se leggete 5 libricini al giorno ai vostri figli in età prescolare i bimbi arriveranno ad ascoltare 1,5 milioni di vocaboli;

  • se leggete un libro al giorno i vocaboli ascoltati e immagazzinati sarebbero circa 290mila;

  • se leggete dalle tre alle cinque volte a settimana il bambino riceverà quasi 169mila termini;

  • se leggete uno o due volte a settimana il bambino riceverà quasi 64mila vocaboli.


In pratica, se raccontate favole ai vostri figli, li aiutate a sviluppare un vocabolario più ampio che sarà molto utile nel loro futuro.


In Italia, fortunatamente, la letteratura per bambini e ragazzi è in crescita con un +13,7% dal 2016 al 2018 (dati Rapporto dell’Associazione Italiana Editori) ma riflettere sul million word gap o sui papà e mamma che delegano Amazon Alexa non fa male.


Raccontate, perché non c’è nulla di meglio di una bella storia.

Raccontate, perché un atto d’amore.

Raccontate, perché è un atto di intelligenza.


Colonna sonora di oggi: Numb (Linkin Park)


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