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  • Daniele Fanella

L'importanza delle griglie nel graphic design (per non lavorare a occhio)

Proprio come in natura sistemi ordinati governano lo sviluppo e la configurazione della materia animata e inanimata, così l’attività dell’uomo è contraddistinta fin dalle origini dalla ricerca dell’ordine... il desiderio di dare ordine al caos che ci circonda riflette un bisogno profondamente umano.
(Josef Müller-Brockmann, Grid System in Graphic Design)

Non trovate anche voi che questa citazione sia meravigliosa? Io sì. E lo è ancora di più perché è da qui che parte l’articolo di oggi, in cui affronterò il tema delle mie amatissime griglie grafiche. Perché ve ne parlo? Per farvi evitare situazioni agghiaccianti del tipo le griglie? No, ma io faccio a occhio (sì, me l’hanno detto davvero) e, molto più specificatamente, perché non esiste un progetto grafico (che sia un logo, un impaginato o un sito web) che non sia il frutto di un forte sistema di griglie, in cui i contenuti (immagini, testi, grafici, tabelle, spazi bianchi) sono perfettamente equilibrati e bilanciati.


Quando si parla di griglia (o gabbia) si intende una suddivisione dell’area di lavoro con linee verticali e orizzontali che ci consentono di organizzare gli spazi e gli elementi al loro interno, al fine di ottenere un progetto ben bilanciato ed armonioso. Perché la grafica non è solo una questione di creatività, non è saper usare bene la suite Adobe o qualsiasi altro strumento a nostra disposizione, non è posizionare a sentimento gli elementi in un elaborato.


Ok, tutto molto bello fino a qui. Però, dalla definizione generica, è giusto entrare un po’ più in profondità e vedere i tipi di griglia esistenti.


Le diverse tipologie di griglie

Esistono diversi tipi di griglie che si adattano perfettamente al tipo di progetto da realizzare. Partiamo!

Griglia manoscritto

Griglia manoscritto

È la struttura a griglia più semplice: una vasta area rettangolare, definita essenzialmente da testi, utile per blocchi di testo lunghi, come nei libri o nei saggi. Va detto che il loro uso non è limitato al testo (anche le immagini posso riempire un intero blocco). Possiamo rendere più accattivante e movimentata una griglia di questo tipo, ampliando i margini (e diminuendo i blocchi di testo) o, viceversa, stringendoli o mixando entrambi su due pagine affiancate. Per creare interesse visivo può aiutarci la scelta del carattere, della sua dimensione o interlinea.


Griglia a colonna

Griglia a colonna

Possono avere un minimo di due colonne o un massimo di sei (anche se è poco comune). Ovviamente le colonne non contengono esclusivamente testo, ma possono essere riservate alle immagini o alle didascalie di queste ultime. Sono utilizzate sui siti, sui blog, ma anche per le riviste. Per determinare la larghezza di una colonna si dovrebbe partire dalla dimensione del testo: bisogna rendere la lettura gradevole e comoda. Una griglia di questo tipo è simmetrica quando presenta tutte le colonne della stessa larghezza (quotidiani), mentre è asimmetrica quando alcune colonne sono più larghe o più sottili di altre. In questo caso la colonna più ampia è il doppio di quella più stretta (blog).


Griglia modulare

Griglia modulare

Da cosa differiscono dalle precedenti? Dall’aggiunta di righe alle colonne. La loro intersezione genera dei moduli di uguale dimensione, in cui inserire le informazioni che non siano esclusivamente testo, ma anche grafici, calendari o tabelle. Si utilizza spesso nei report aziendali o anche nelle riviste. Ogni modulo può contenere una porzione di informazioni o, più moduli vicini, possono essere considerati come un unico box che contiene specifiche informazioni. Non esiste un’unità di misura standard per la creazione dei moduli (ad esempio potremmo basarci sulla dimensione media delle immagini), però è meglio evitare moduli troppo piccoli che, anche se determinano una griglia più flessibile e precisa, risulta maggiormente complessa per lavorare.



Griglia gerarchica

Griglia gerarchica

Organizza gli elementi in ordine di importanza. Può essere impostata a mano libera partendo, ad esempio, da una griglia modulare; è irregolare e si adatta alle esigenze del contenuto. Le griglie gerarchiche si trovano comunemente sul web. Si basano su un posizionamento intuitivo degli elementi, in cui le colonne tendono ad essere larghe in modo irregolare. Può capitare di dover utilizzare una griglia simile quando nessuna di quelle indicate finora si adatti perfettamente al nostro progetto.




Abbiamo visto, in breve, le tipologie di griglie e abbiamo capito quanto sia importante utilizzarle in ogni progetto. Se volete approfondire l’argomento, vi consiglio la lettura di Grid System in Graphic Design, il manuale di Josef Müller-Brockmann.

Augurandovi una buona lettura, ci vediamo al prossimo articolo!


Colonna Sonora: Malika Ayane - Ti piaci così

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