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  • Paola Bernasconi

Maleducati che non siete altro

Aggiornato il: 12 ago 2019


Il semaforo ha una regola: verde, vai; rosso, stop. La Pesce, stando su una via di passaggio tra due semafori, ha le prove che questo semplice concetto non sia così semplice. È più semplice la maleducazione; è più semplice sorpassare le auto in fila in attesa del verde per poi creare quotidianamente micro ingorghi con i guidatori che passano civilmente con il verde dall’altro lato.


E se ogni giorno accade un motivo ci sarà. E se ogni giorno accade una domanda ho iniziato a farmela. Fino ad oggi, maleducati che non siete altro. Ebbene, in questo 6 agosto di caldo e attesa snervante delle ferie, ho cominciato a riflettere sulla maleducazione che non paga, davvero, né nella vita né sul lavoro.

E c’è tutta una scuola che si occupa di questo argomento. Da profana, i soggetti a cui è demandato il compito di educare i pargoli sono: genitori, famiglia in generale, scuola, stato. Dal microcosmo fino ad arrivare al macro, un bambino assorbe, vede, ascolta e ripete: è pertanto necessario che i soggetti di cui sopra verbalizzino i giusti comportamenti e li mettano in pratica perché, diciamocelo, la vera educazione è l’esempio.


La Pesce è educata
La Pesce è educata

Metodi pedagogici a parte (che altri conosceranno meglio di me), la Pesce è estremamente convinta che l’educazione paghi anche in termini professionali e si sente di svelare come si rapporta con tutte le persone con cui collabora.

Ascolta

Ascoltare, per il nostro lavoro, è fondamentale per poter realizzare al meglio un progetto che risponda alle richieste. Motivazione pratica a parte, saper ascoltare è la prova che si dà giusta attenzione a chi c’è di fronte, rispettando il suo pensiero. È educazione. Punto.

Rispondi educatamente

Occorre spiegare? No. È educazione. Punto.

Concentrati su ognuno

Ognuno è un mondo a sé. Se ti occupi di comunicazione e grafica devi tenerlo bene a mente per captare ogni sfumatura. Allo stesso modo, quando si tratta di ringraziare o comunicare qualcosa di particolare, non trattare tutti allo stesso modo: scrivi email personalizzate, rivolgiti ad uno e non a molti, evita gli spam massivi (a meno che non si tratti di una Newsletter): dall’altra parte verrà apprezzato. È un’attenzione in più, non mera educazione, ma piace, fa sentire anche egoisticamente più buoni.

Rispondi a email e telefonate

Se la regola è valida in generale, ma non del tutto perché nel privato si è liberi di non rispondere, in ambito lavorativo non puoi evitarlo. È professionalità e educazione. Punto.

Coccola

Sarà che la Pesce è una piccola agenzia che forse potremmo definire più Coppia Creativa; sarà che siamo freschi freschi sul mercato; sarà che ci piace; sarà che siamo dolci. Sta di fatto che la Pesce coccola i suoi collaboratori. A Pasqua abbiamo fatto un piccolo dono a tutti. Anche questa è un’attenzione in più ma a noi (e a chi ha ricevuto il cadeau) è piaciuta tanto. Mi sento quindi di inserirla tra le regole di una buona educazione. Punto.

Ringrazia, chiedi scusa e permesso

Non tutto è dovuto, soprattutto sul piano professionale. Se un cliente ti ha dato fiducia, ringrazia. Se hai sbagliato, scusati. Se hai dubbi o devi insistere su qualcosa, chiedi permesso. È educazione. Punto.


Trova il tuo educato equilibrio
Trova il tuo educato equilibrio

Non essere stucchevole

Date le “regole” suddette (che restano valide), evita le lusinghe superflue. Un collaboratore, un cliente non vuole un paggio; vuole un professionista educato e preparato professionalmente che sappia quello che fa e che non esaudisca desideri inutili e poco efficaci per la strategia adottata. Se un cliente dice una baggianata, fateglielo capire e proponete un’alternativa valida. Sempre con educazione. Punto.


La maestrina ha parlato.

Buona giornata a tutti e grazie per aver letto fin qui.


Colonna sonora: Skin (canzoni random)

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