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  • Paola Bernasconi

Perché non vi annoiate un po'?

23.53 di lunedì e scrivo. I maligni diranno che dovrei avere di meglio da fare. Io dico che lavorare a quest’ora è la mia più grande libertà. Premessa a parte. Perché a quest’ora? Perché riflettevo sui processi creativi e l’idea è arrivata (non a caso) dopo ore di nulla.


La Pesce si concentra spesso cantando e ballando. Funziona grazie alle endorfine che vengono prodotte, migliorano l’umore e la mente è così libera di esprimersi. Ho però scoperto che la concentrazione è anche aiutata dalla noia, quell’emozione odiata, relegata e fuggita, anche da me. Eppure anche la noia, in un processo creativo, fa il suo. Perché in quel limbo di nulla la mente rielabora pacificamente e apre processi inaspettati.


A Polignano a Mare la Pesce ha fatto foto belle e vere

Lo facevamo da bambini, quando non c’erano animatori alle feste, tecnologia tra le mani e i genitori erano davvero occupati. Arrivava l’estate e ore di nulla riempite da pazienti immaginari (facciamo che io sono il dottore), clienti invisibili (facciamo che ho un negozio di vestiti) e figli fantastici (facciamo che io sono la mamma). Quella noia ha partorito idee che ci hanno fatto crescere immaginando.

E ora che di quell’immaginazione la Pesce Comunica ne ha fatto un lavoro, si sente (con umiltà) di consigliarvi di assecondare quella noia e lasciarsi travolgere da quel non far niente che è ozio creativo.


Io le mie ore di noia le interrompo facendo il pane. Questa la ricetta dal libro di Giallo Zafferano per quello integrale.

Prendete 350 ml di acqua tiepida. Una parte usatela per sbriciolare 12 g di lievito di birra con un cucchiaino di zucchero; nella restante mescolate 3 cucchiai di olio e 10 g di sale. Mettete 500 g di farina integrale in una ciotola, versatevi prima il composto con il lievito e poi l’acqua restante; mescolate e iniziate ad impastare su una spianatoia per circa 5/10 minuti. Mettete l’impasto in una ciotola capiente unta di olio, ricoprite con la pellicola e lasciate lievitare nel forno spento per due ore. A quel punto rilavorate l’impasto e dategli la forma di una pagnotta tonda e ben tesa; posizionatela su una teglia con carta da forno, coprite di nuovo e lasciate lievitare nel forno spento per un’altra ora. Incidete la superficie con tagli trasversali e infornate a 180° per circa 45 minuti.


Dalla noia al pane

Le ore di lievitazione sono quelle di noia perfetta. Provate.

Colonna sonora: silenzio.

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