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  • Paola Bernasconi

Settembre e quello che so

A settembre dell’anno scorso scrivevo di buoni propositi. Perché settembre è un po’ come Capodanno, la ripresa dopo la pausa estiva, il momento di tirare una linea dopo l’ozio. Oggi mi chiedo: avessi portato sfiga? Perché quei buoni propositi sono poi andati a buon fine (totalmente o in parte) ma a marzo lo stop ha interrotto un po’ quel flusso.


E allora, in questo di settembre, un anno dopo, i buoni propositi li tengo dentro, un po’ come quando esprimo un desiderio guardando una stella cadente ma senza dirlo ad alta voce, mai, perché poi magari non si avvera.

E quindi, in questo di settembre, un anno dopo, scrivo di quello che (più o meno) so.

Paola. La Pesce. A settembre.

So che è importante fare piani a lungo termine ma che un piano di riserva serve sempre.

So che quando esplode il caos è giusto sprofondare nel panico ma solo il tempo di qualche respiro. Poi è necessario rialzare testa e spalle e trovare soluzioni.

So che di fronte a una difficoltà serve avere una visione, oltre i propri confini e la propria comfort zone.

So che i programmi possono saltare. Di fronte a questo è vano sputare energia per lamentarsi; meglio stabilirne altri (che chissà non siano migliori).

So che il mondo non va dove scelgo io ma che io posso scegliere come far andare il mio pezzetto di mondo.

So che la gratitudine è un sentimento sempre poco apprezzato ma che bisogna dedicargli qualche minuto al giorno come una specie di meditazione.

So che cambiare abitudini rafforza spirito e cervello, anche quando spirito e cervello sono stanchi. Ma tant’è.

So che il mio lavoro e i miei affetti, nonostante il trambusto, sono lì e non è cosa da poco.

So che dopo (o durante) cambiamenti epocali non è detto che andrà tutto bene né che se ne esca migliori di prima. Ma so anche che la (mia) speranza è sempre l’ultima a morire.

So che questa estate 2020 non è stata come l’avevo progettata ma so anche che poco importa se ora sono qui, nel mini ufficio della Pesce, con Daniele di fronte che lavora, un gatto a casa che mi aspetta e quegli affetti lì con tutto l’amore che possono.


Quello che sapete voi vorrei tanto conoscerlo.

Intanto, buona ripresa.

Qualunque estate abbiate vissuto.

Colonna sonora: Il cielo in una stanza (cantata da Mina)

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